Il fenomeno del cohousing arriva anche in Italia.

A quanto pare il cohousing ha origini che risalgono al Medioevo ma nel 2017 il fenomeno dell’abitare condiviso arriva anche in Italia. Il senso di appartenenza ad una community non ha colpito solo l’organizzazione lavorativa con la creazione dei coworking oppure quello della mobilità dei trasporti come il Car Sharing ma anche quello delle abitazioni.

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Il fenomeno del co-housing

Il cohousing consiste nella condivisione da parte di famiglie e individui di edifici privati che possono essere corredati da servizi comuni come cucine, lavanderie, spazi per gli ospiti, laboratori per il fai da te, spazi gioco per i bambini, palestra, piscina, biblioteca e tanto altro. Solitamente un progetto di cohousing include tra le venti e le quaranta famiglia che gestiscono gli spazi comuni in maniera condivisa e organizzata con un grosso risparmio a livello economico e un grande vantaggio per di natura ecologica e sociale. Il cohousing include diverse fasi:

-Progettazione partecipata

-Condivisione di spazi, attrezzature e risorse

-Gruppi d’acquisto solidale

– Car Sharing

 

Abitare insieme: risparmio + solidarietà. 

Il fenomeno nasce nel 1964 quando Jan Gødmand Høyer, architetto danese, lavora alla creazione della comunità di Skråplanet. Il fenomeno è molto diffuso nei paesi del Nord Europa come Danimarca, Paesi Bassi e Repubbliche Scandinave. Negli Stati Uniti il fenomeno si è diffuso molto velocemente tanto che nel 2008 i progetti completati erano già 113. In Danimarca esistono circa 600 comunità cohousing, in Svezia, nel 2007, si contavano circa 50 casi di cohousing, nei Paesi Bassi un centinaio. In Belgio e Regno Unito i casi di cohousing sono meno di una decina. In Italia vi sono solo un paio di casi realizzati, contro una trentina di condomini solidali.

Il cohousing non è solo l’occasione di dividere le spese abitative ma anche un modo di aiutarsi a vicenda.

 

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In Italia, è diventato famoso il caso di Milano dove Liat Rogel, israeliana, designer e madre di tre bimbi, ha fondato Housing Lab, associazione che si occupa di diffusione, promozione e assistenza a questa nuova forma dell’abitare.

Per chi fosse interessato alla tematica dell’abitare collaborativo, Liat e le colleghe hanno organizzato per il 23 e il 24 giugno, ExperimentDays, la fiera-evento dell’abitare collaborativo. In questa occasione verrà presentata anche la mappatura dell’ abitare collaborativo che Housing Lab ha effettuato su base nazionale.

E voi conoscete altre case history di co-housing in Italia?

Vi aspettiamo nei commenti!

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